Lettera del Cardinale Vicario ai Parroci dopo il Convegno diocesano 2014

Vicariato di Roma

Lettera del Cardinale Vicario ai Parroci dopo il Convegno diocesano 2014

Carissimi Parroci,
come promesso, vi scrivo per comunicarvi le indicazioni pastorali sulle questioni rimaste aperte al termine del Convegno del giugno scorso: “Un popolo che genera i suoi figli. Comunità e famiglia nelle grandi tappe dell’iniziazione cristiana”. Sono state maturate nel Consiglio dei Prefetti e vanno considerate nel contesto degli orientamenti di fondo del Convegno stesso, che tutti abbiamo condiviso e che è utile richiamare per cenni.

1/ La “maternità” della Chiesa nelle nostre comunità

L’Iniziazione cristiana è espressione e frutto della maternità della Chiesa. Adoperiamoci per far crescere la consapevolezza e la responsabilità che ogni comunità parrocchiale è “madre”. In un tempo di “orfananza” – come ci ha ricordato il Papa – la Chiesa vuole amare tutti e servire genitori e figli a vivere la fede. In questa prospettiva l’Eucarestia domenicale risplenda di bellezza e sia l’esperienza più alta della famiglia ecclesiale. I catechisti e ogni altro operatore pastorale esprimano la maternità della Chiesa e sostengano l’amore della comunità verso ogni suo figlio.

2/ L’ineludibile coinvolgimento della famiglia

Coinvolgere e accompagnare i genitori ad essere veri educatori è il fine a cui devono tendere gli itinerari di Iniziazione cristiana, quale sviluppo del cammino battesimale.
Un vero rinnovamento dell’Iniziazione cristiana parte dalla pastorale battesimale e post-battesimale. Chi chiede il Battesimo per il proprio bambino esprime, seppure implicitamente, il desiderio di essere accompagnato nella vita cristiana. È proprio nei primi anni di vita di un bambino che gli itinerari di fede per genitori sono orientati a dare un senso cristiano all’esistenza e non soltanto finalizzati alla celebrazione dei sacramenti. A tale scopo è indispensabile aumentare il numero dei catechisti del dopo-battesimo (1).
È importantissimo, però, coinvolgere le famiglie anche nelle grandi tappe della Prima Comunione e della Confermazione. Per i genitori che non hanno proseguito il cammino cristiano negli anni dopo il Battesimo, l’accompagnamento dei figli alla catechesi in parrocchia è una grande occasione per riscoprire la fede e farla maturare. Per questo il Convegno ha sottolineato l’urgenza di andare incontro alle esigenze delle famiglie, scegliendo anche orari e stili di incontri che facilitino la partecipazione – in particolare la domenica mattina o la sera dei giorni lavorativi – ascoltandole, incoraggiandole e proponendo esplicitamente la fede. Dove nascono gruppi di giovani famiglie, la vita della comunità si rinnova.

3/ La catechesi sia innanzitutto annunzio del Vangelo e “trafittura dei cuori”
Papa Francesco ha sottolineato che l’annuncio del kerygma deve essere l’elemento decisivo di una catechesi che sappia parlare al cuore facendo scoprire l’essenza del Vangelo e la bellezza della misericordia di Dio. Gli itinerari di Iniziazione cristiana siano con più evidenza annuncio della novità della fede anche per i genitori.
Nella nostra diocesi esistono tante positive esperienze a cui fare riferimento. Incoraggio a sperimentare forme innovative di catechesi, nelle quali sacerdoti, catechisti e famiglie interagiscano, a farle conoscere e a dialogare su di esse a livello di prefetture. Queste esperienze siano coordinate dal Vescovo di Settore insieme all’Ufficio Catechistico del Vicariato.

Le tre questioni pratiche

Dopo aver ascoltato i suggerimenti dei Prefetti e tenuti presenti sia i documenti del Sinodo diocesano che la Nota del Consiglio Episcopale del 1° settembre 1998, mi pare di poter dare le seguenti indicazioni e orientamenti sulle tre questioni rimaste aperte:
-l’età della Cresima
-la questione dei padrini
-la preparazione ai sacramenti dell’Eucarestia e della Cresima degli alunni delle Scuole cattoliche.

1/ L’età della Cresima

Nelle varie Prefetture si registrano pareri diversi. La Nota del Consiglio Episcopale, La Cresima sigillo dello Spirito (1 settembre 1998) – un documento che vi invito a rileggere per i tanti buoni suggerimenti ivi contenuti – circa l’età della Cresima si esprime così: “E’ necessario che ogni parrocchia stabilisca e attui un progetto di formazione cristiana globale che copra l’arco dell’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, stabilita dal Sinodo dai 6 ai 14 anni circa” (p. 7).
I Prefetti hanno rilevato che, dove ci sono tradizioni consolidate in merito ad una determinata età della celebrazione del sacramento, non è opportuno intervenire con norme diverse: molto varie infatti sono le tradizioni delle comunità parrocchiali. Tuttavia si ritiene opportuno indicare un orientamento perché si cammini insieme verso la stessa meta.

a) Una corretta teologia della Cresima annuncia che con questo sacramento il Signore riconferma il dono fatto al momento del Battesimo, come un padre conferma il proprio figlio perché la sua esistenza sia considerata un bene e trovi il coraggio di donarsi agli altri. La Confermazione ha un valore peculiare che non può essere confuso con il dono dell’ammissione alla Mensa eucaristica. La crisi della Confermazione, con tanti ragazzi che hanno ricevuto la Prima Comunione e non ricevono la Cresima, è specchio di una società che non conferma più nel bene le nuove generazioni: le lascia “orfane”.

b) Dalle risposte al questionario sull’Iniziazione cristiana del 2011 è risultato che la maggior parte delle parrocchie (126 su 214 questionari ricevuti) celebra la Confermazione dei ragazzi tra la III media ed I anno delle superiori. Poiché una prassi unitaria aiuta tutti, rendendo il cammino pastorale di ogni parrocchia meno esposto a contestazioni, ogni cambiamento vada nella direzione di orientare la celebrazione della Confermazione a partire da quest’età (14 anni)e non prima di essa.

c) E’ necessario essere fermi nello stabilire che per la tappa della Confermazione il tempo richiesto per la preparazione non sia inferiore a due anni, con l’eventuale aggiunta dei primi mesi dell’anno successivo, così come già chiedeva la citata Nota La cresima sigillo dello Spirito.

d) I due anni di preparazione siano proposti all’interno di un cammino continuato di Iniziazione cristiana. L’itinerario avvenga dentro una seria e libera esperienza di gruppo di adolescenti, da incoraggiare e sostenere molto.

e) E’ importante che le comunità parrocchiali coinvolgano i ragazzi, insieme ai giovani di qualche anno più grandi, nell’animazione di una Messa domenicale diversa da quella animata dai bambini.

f) I ragazzi vengano gradualmente coinvolti nei servizi di carità, in oratorio o in altra esperienza, mediante un cammino serio e gioioso di formazione, di preghiera e di vita di gruppo, dove ci si accoglie come fratelli e non solo come amici. I ragazzi attendono proposte alte e concrete che li aiutino a guardare con coraggio in avanti, nel periodo in cui desiderano staccarsi da tutte le modalità della loro infanzia.

g) Il cammino di gruppo negli anni delle superiori deve essere preparato negli anni dell’Iniziazione cristiana: un’esperienza bella ed attraente, vissuta fra la tappa dell’ammissione alla Mensa eucaristica e quella della Confermazione, incoraggerà la prosecuzione del cammino dopo la Confermazione.

h) Tutto ciò non è facile, ma è appassionante. Le esperienze offerte dal Servizio di pastorale vocazionale, dal Servizio di pastorale giovanile, come quelle sperimentate dal Cammino Neocatecumenale, dal Centro Oratori Romani e dall’Azione Cattolica, con i campi estivi di formazione, ci incoraggiano a proseguire su questa via.

i) L’Ufficio Catechistico ha iniziato a pubblicare dei video per la formazione dei catechisti con specifica attenzione ad un rinnovamento degli itinerari della tappa della Confermazione. Inoltre, l’iniziativa della Festa dei cresimandi a maggio e il Pellegrinaggio notturno dei cresimati ad ottobre sono altre due occasioni preziose per aiutare i ragazzi a scoprire la loro appartenenza alla Chiesa diocesana.

l) L’Ufficio di Pastorale scolastica e per l’Insegnamento della Religione Cattolica è disponibile perché maturi nelle comunità parrocchiali un confronto più approfondito fra catechisti della Confermazione e gli Insegnanti di Religione, nel rispetto dei diversi ruoli, per essere sempre più al servizio della crescita dei ragazzi.

2/ La questione dei padrini

Conosco bene le difficoltà e anche le angustie di coscienza che i parroci vivono nell’ammettere come padrini o madrine persone che, secondo le norme della Chiesa, non sono idonei. D’altra parte non è in mio potere abolire i padrini, come alcuni suggeriscono. Comunque, resta fermo quanto stabilisce il can. 892, secondo il quale il confermando, “per quanto è possibile”, può essere assistito da un padrino (2). In attesa di eventuali orientamenti che potranno venire dal Sinodo del prossimo ottobre su La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo, è necessario adottare una sana prudenza pastorale che rifugga sia da lassismi che da durezze inopportune.
Una proposta molto opportuna è quella di incoraggiare i ragazzi e le loro famiglie a scegliere madrine e padrini idonei fin dall’inizio del cammino della tappa della Confermazione, senza attendere gli ultimi momenti quando la celebrazione è ormai vicina. Si potranno così aiutare i ragazzi e le famiglie a riflettere sul ruolo dei padrini e a suggerire come orientarsi nella scelta.

3/ L’Iniziazione cristiana e le Scuole cattoliche

Le Scuole cattoliche sono opere della comunità ecclesiale e come tali preziosi ambienti di vita nei quali può maturare la fede dei ragazzi. La Chiesa diocesana esprime riconoscenza per il lavoro che esse svolgono, oggi in particolare tra tante difficoltà, ed incoraggia la collaborazione feconda con le parrocchie per proporre vere esperienze ecclesiali, attraverso la qualità della formazione scolastica e cristiana.
Per l’Iniziazione cristiana dei loro alunni il Sinodo diocesano aveva stabilito: “Le scuole cattoliche… assicurino la partecipazione dei fanciulli e dei ragazzi agli itinerari di catechesi e di iniziazione sacramentale predisposti dalle comunità parrocchiali, salvo i casi dove esistono oggettive condizioni di supplenza e particolari situazioni riconosciute e approvate dal Vescovo Ausiliare… in tali circostanze la preparazione avvenga fuori dell’orario scolastico e mantenga uno stretto raccordo con le parrocchie dei ragazzi” (3).
Queste indicazioni restano in vigore. Nondimeno in questi ultimi vent’anni la situazione pastorale si è significativamente modificata e non possiamo non tenerne conto. I ritmi quotidiani di vita delle famiglie sono sempre più serrati e costringono spesso i genitori a vivere l’intera giornata lontano da casa e quindi a scegliere per i figli, anche per questo motivo, scuole fuori del territorio parrocchiale e ad orario prolungato. Il numero delle Prime Comunioni e ancor più delle Cresime registra una netta flessione, mentre cresce quello dei ragazzi che in ogni caso non frequentano le parrocchie, e per i quali la scuola cattolica può rappresentare l’unico contatto con la Chiesa. Inoltre è sempre più frequente la circostanza di ragazzi non battezzati che, in occasione dei sacramenti della Prima Comunione e della Cresima dei compagni di classe, chiedono i sacramenti.

Tutto ciò considerato, sembra ragionevole consentire, in via eccezionale e previa autorizzazione del Vescovo Ausiliare, itinerari di Iniziazione cristiana anche nelle Scuole cattoliche che lo richiedano. In questi casi vanno assicurate le seguenti condizioni:

-poiché non è infrequente che la gestione della scuola sia stata ceduta ad altri soggetti, si richiede previamente la verifica della denominazione di “Scuola cattolica” da parte del competente Ufficio del Vicariato;
-la Scuola cattolica procuri di essere inserita organicamente nel cammino pastorale del territorio, attraverso la comunicazione, la collaborazione e l’intesa con il Parroco e con il Prefetto;
-gli itinerari di Iniziazione cristiana si svolgano in sintonia con quelli della parrocchia territoriale e non in forma autonoma;
-gli itinerari non si limitino alla catechesi scolastico-dottrinale, ma curino la formazione e l’esperienza dell’intera vita cristiana (catechesi, liturgia, carità) all’interno di un progetto con una seria fondazione della credibilità e della bellezza della fede e dei suoi contenuti, guidato da un centro pastorale. A tal fine, è bene proporre ai ragazzi attività di servizio caritativo o di volontariato, anche nel periodo estivo;
-per non confonderli con l’attività scolastica, gli itinerari siano metodologicamente distinti dall’insegnamento scolastico della Religione Cattolica e siano svolti in orari differenti da quelli delle lezioni;
-è compito della Scuola cattolica, che si assume l’onere e l’onore di proporre l’Iniziazione cristiana, di curare che sia offerta ai ragazzi e alle loro famiglie l’opportunità di partecipare stabilmente all’Eucarestia domenicale nella scuola stessa o nelle parrocchie di appartenenza;
nel caso in cui i ragazzi non risiedono nel territorio parrocchiale dove ha sede la scuola – il che vale soprattutto per gli alunni delle scuole medie superiori – le Scuole cattoliche curino, per quanto è possibile, di stabilire rapporti con le parrocchie di appartenenza degli alunni al fine di incoraggiare la partecipazione alla celebrazione eucaristica domenicale e soprattutto l’inserimento in esse degli alunni al termine degli anni di frequenza alla scuola stessa.
-i catechisti, per quanto possibile, siano diversi dai docenti dei ragazzi, perché essi non abbiano mai da temere alcunché per un equivoco scambio di ruoli. Siano adeguatamente preparati, secondo le linee e i programmi del Vicariato, partecipino alla vita ecclesiale e diano buona testimonianza di vita cristiana.
Su tutto quanto precede, il Vescovo Ausiliare, coadiuvato dall’Ufficio Scuola e dall’Ufficio Catechistico del Vicariato, favorisca l’armonia tra la parrocchia e la comunità educante scolastica e vigili sull’effettiva collaborazione, promuovendo, per quanto è possibile, iniziative congiunte.

Carissimi Parroci, vi ringrazio tanto dell’impegno per rinnovare gli itinerari di Iniziazione cristiana. Il Signore benedica voi, i ragazzi e le loro famiglie, insieme con i catechisti, preziosi vostri collaboratori nella trasmissione della fede.

Dal Vicariato, 25 gennaio 2015

+Agostino Card. Vallini
Vicario Generale del Santo Padre-per la Diocesi di Roma

Note

1/ L’Ufficio Catechistico ha pubblicato ad experimentum l’ultima parte del Sussidio di accompagnamento delle famiglie dopo il Battesimo. Questa IV parte del sussidio si aggiunge alle altre tre già rese disponibili (Sussidio di pastorale battesimale della diocesi di Roma: I parte. La preparazione al Battesimo8 lettere alle famiglie con figli da 0 a 3 anni: III parte dell’itinerario battesimale proposto dalla diocesi di Roma. Otto file in PDF pronti da stampare«Andate e fate discepoli, battezzando e insegnando». Riscopriamo la bellezza del Battesimo. Sussidio di pastorale battesimale: II e III parte. Il cammino delle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, a cura dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma): si intitola «Quando tuo figlio ti domanderà …» (Dt 6,20) ed è rivolto alle famiglie con figli da 3 a 6 anni (lo si trova on-line sul sito dell’Ufficio catechistico).
2/ Codice di Diritto Canonico, can. 892: “Il confermando sia assistito per quanto è possibile dal padrino, il cui compito è provvedere che il confermando si comporti come vero testimone di Cristo e adempia fedelmente gli obblighi inerenti allo stesso sacramento”.
3/ Libro del Sinodo, I parte, cap. 2, p. 136.