La Cresima sigillo dello Spirito. Preparazione, celebrazione, cura pastorale. Nota a cura del Consiglio episcopale della Diocesi di Roma

La Cresima sigillo dello Spirito. Preparazione, celebrazione, cura pastorale. Nota a cura del Consiglio episcopale della Diocesi di Roma dell’1 settembre 1998.
Queste linee pastorali e disposizioni normative, predisposte dal Consiglio Episcopale, sono stabilite per l’intera Diocesi di Roma al fine di promuovere una prassi comune riguardo alla preparazione e celebrazione del sacramento della Cresima, secondo gli indirizzi stabiliti dal Sinodo pastorale.

Riferimenti teologico-pastorali

1 – La Cresima o Confermazione sacramento della iniziazione cristiana: il sacramento della Cresima fa parte del processo di iniziazione cristiana che ha il suo inizio nel Battesimo e il suo culmine nell’Eucaristia.

In questo senso “Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario” (CCC, 1306). Per mezzo di essi “gli uomini uniti a Cristo nella sua morte, nella sua sepoltura e risurrezione, vengono liberati dal potere delle tenebre, ricevono lo Spirito di adozione a figli e celebrano, con tutto il popolo di Dio, il memoriale della morte e risurrezione del Signore” (RICA, Introd. Gen., 1). Ne deriva allora che “i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente il sacramento della Confermazione” (CIC, 890).”Senza la Confermazione e l’Eucaristia infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l’iniziazione cristiana rimane incompiuta” (CCC, 1306). Tale unità va dunque salvaguardata in ogni modo (CCC, 1285).

2 – La Cresima sacramento che conferma la grazia del Battesimo: il nome Confermazione indica appunto rafforzamento, consolidamento del dono di grazia ricevuto nel Battesimo.

Infatti “con il sacramento della Confermazione i battezzati vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con le opere la fede come veri testimoni di Cristo” (Rito, premessa 2).

Se a volte si parla della Cresima come del sacramento della maturità cristiana che esige una scelta ponderata sulla fede, “non si deve tuttavia confondere l’età adulta della fede con l’età adulta della crescita naturale e neppure dimenticare che la grazia del Battesimo, è una grazia di elezione gratuita e immeritata, che non ha bisogno di una ratifica per diventare effettiva” (CCC, 1308).

3 – La Cresima, sacramento dello Spirito Santo: essa si compie nello Spirito e conferisce la pienezza dei doni dello Spirito Santo, rendendo perenne nella Chiesa la grazia della Pentecoste. (CCC, 1288).

Il rito esprime tale effusione del dono dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani e l’unzione con il sacro crisma.

“Il dono dello Spirito rende i fedeli in modo più perfetto conformi a Cristo e comunica loro la forza di rendere a lui testimonianza, per l’edificazione del suo Corpo nella fede e nella carità” (RC 2; LG 11, CCC 1302-1303).

Lo Spirito che si riceve nella Cresima è lo Spirito stesso di Gesù che egli ha ricevuto fin dall’Incarnazione (il Verbo si fa carne in Maria per opera dello Spirito Santo), è sceso su di lui nel Battesimo al Giordano in forma di colomba, lo ha guidato nella sua missione di annunciatore e rivelatore del Regno di Dio (Luca 4), fino alla sua morte e risurrezione.

E’ il “suo” Spirito, dunque, che Gesù promette e dona ai suoi la sera stessa della Pasqua (Gv 20).

4 – La Cresima sacramento della missione: donando una speciale forza dello Spirito Santo,

la Cresima sostiene la viva testimonianza cristiana per confessare coraggiosamente il nome di Gesù e per non vergognarsi mai della sua croce (Cfr. CCC 1303).

Un episodio biblico della vita di Cristo che i Padri della Chiesa amano riferire alla Cresima è quello della Trasfigurazione che viene anche chiamata la “confermazione di Gesù”. Come il dono dello Spirito aiuta Gesù ad affrontare la croce nel sacrificio di sé e nell’obbedienza filiale al Padre, così l’unzione crismale comunica al battezzato l’energia dello Spirito in vista del “fare come Lui”, osservando il suo comandamento dell’amore gratuito, nel dono di sé al Padre e nel servizio di carità.

“E’ dunque dalla Confermazione che deve maturare con sempre maggiore incisività, la presenza, la crescita e l’abilitazione ad esercitare molteplici servizi ecclesiali sia all’interno della comunità cristiana, sia nella vita della società” (Eucaristia, Comunione e comunità, 92).

5 – Gli effetti della Cresima (Cfr. CCC 1303)
La Cresima dunque segna una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:

– radica più profondamente nella filiazione divina, grazie alla quale osiamo dire: “Abba, Padre!” (Rm 8,15);

– unisce più saldamente a Cristo, servo del Dio altissimo, sacerdote che offre la propria vita, Figlio orante che si abbandona tra le braccia del Padre; l’unzione con il crisma dice consacrazione, cioè partecipazione alla missione di Cristo;

– aumenta i carismi dello Spirito per la perfezione personale della carità (CdA 679-680) e per contribuire alla crescita spirituale della Chiesa (RC 25);        

– rende più perfetto il legame con la Chiesa.

In sintesi “la preparazione al sacramento della Confermazione dovrà tendere a condurre il cristiano a una sempre più intima unione con Cristo, a una viva familiarità con lo Spirito Santo e la sua azione, i suoi doni e le sue mozioni interiori, a una responsabile partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa nel mondo” (Cfr. CCC, 1309).

Linee orientative sull’itinerario ecclesiale, catechistico  e celebrativo del sacramento della Cresima nel cammino dell’Iniziazione cristiana 

6 – I sacramenti della iniziazione sono doni assolutamente gratuiti di Dio che esigono tuttavia di essere accolti consapevolmente e vissuti responsabilmente da coloro che li ricevono. Per questo la preparazione al sacramento della Cresima, come di ogni altro sacramento, è sostenuta da uno specifico itinerario di fede che ne preceda, accompagni e segua la celebrazione. Questo itinerario deve essere inteso come un esercizio prolungato e completo di vita cristiana: una vera scuola di formazione, al seguito di Cristo maestro.

L’attuale scelta pastorale della Chiesa in Italia, di amministrare abitualmente la Cresima ai ragazzi dopo la prima Comunione, mira ad assicurare tale itinerario di formazione spirituale, che per sua natura è esperienza di crescita progressiva verso una maturità cristiana mai pienamente raggiunta. In quest’ottica si colloca l’indicazione del Rito della Confermazione: “Per quanto riguarda i fanciulli, nella Chiesa latina, il conferimento della Confermazione viene generalmente differito fino ai sette anni circa. Tuttavia per ragioni pastorali […] le Conferenze Episcopali possono stabilire un’età più matura qualora la ritengano più idonea per far precedere alla ricezione del sacramento una congrua preparazione” (n. 11).

7 – Questa scelta, dettata da ragioni pastorali, non rinnega l’unità dei tre sacramenti, tanto meno l’identità biblica e tradizionale della Cresima, ma intende assicurare un tempo più prolungato e motivato di preparazione al sacramento della Cresima dei ragazzi ed il loro inserimento nella comunità, con l’avvio di un concreto discorso vocazionale e ministeriale. E’ decisivo tuttavia che il cammino di fede che prepara la celebrazione del sacramento sviluppi e ponga in dovuto risalto il legame con il sacramento del Battesimo e con l’Eucaristia, sacramento della piena maturità cristiana.

“Per questo nel corso dell’itinerario precrismale, sarà opportuno mettere in risalto come nell’Eucaristia, si esprima la ricchezza dei doni e dei ministeri dello Spirito e come in essa trovino il loro fondamento e la loro fonte le grandi vocazioni cristiane, da quella al matrimonio e alla famiglia, a quelle di speciale consacrazione, dalle vocazioni al sacerdozio ministeriale alle vocazioni missionarie.

Dall’Eucaristia il cresimato parte, riconfermato dalla forza della testimonianza, per la sua missione di salvezza nella Chiesa e in mezzo agli uomini” (ECC, 92).

8 – L’unità dei sacramenti della iniziazione cristiana esige che l’itinerario catechistico precrismale sia strettamente conseguente e collegato a quello delle precedenti tappe rivolte ai fanciulli e ai bambini e alle loro famiglie. Per la pastorale pre e post battesimale si rimanda alla Nota del Consiglio Pastorale (1 Luglio 1997). Per l’età della fanciullezza e adolescenza è necessario che ogni parrocchia stabilisca e attui un progetto di formazione cristiana globale che copra l’arco dell’età della iniziazione cristiana dei fanciulli e ragazzi, stabilita dal Sinodo dai 6 ai 14 anni circa.

Tale progetto interessa tutta la vita dei fanciulli e ragazzi e coinvolge la diretta responsabilità delle famiglie e dell’intera comunità cristiana.

Gli itinerari di fede che accompagnano il cammino di crescita cristiana dei fanciulli e dei ragazzi vanno sostenuti da un più ampio progetto di pastorale, a cui concorrano tutte le componenti della comunità interessate (famiglie, associazioni e gruppi, scuole cattoliche, insegnanti di religione nella scuola pubblica del territorio, animatori e catechisti…).

L’iniziazione cristiana infatti è un processo che investe l’intera vita del soggetto ed esige un forte coinvolgimento della famiglia e della comunità, che, come madre e maestra, genera ed educa i suoi figli nella fede accompagnandoli fino alla pienezza della statura di Cristo.

L’iniziazione cristiana non si esaurisce nella catechesi, come la stessa catechesi non si esaurisce nella preparazione ai sacramenti.

9 – La tappa dell’iniziazione cristiana dei ragazzi comporta perciò alcuni elementi costitutivi come:

– la formazione alla globalità della vita cristiana (catechesi, liturgia, carità e missione);

– una catechesi legata alla vita e capace di dare risposte alle domande esistenziali dei ragazzi;

– una pluralità di esperienze organicamente collegate: esperienza di gruppo, tappe celebrative con la traditio – redditio, pedagogia dei modelli, partecipazione e animazione della Messa domenicale, educazione alla preghiera e al sacramento della penitenza, impegni caritativi e missionari;

– il coinvolgimento responsabile della comunità e della famiglia;

– il ruolo insostituibile dell’accompagnatore, o padrinato del catechista.

10 – Gli obiettivi da tenere presenti nell’itinerario di iniziazione dei ragazzi sono i seguenti:

– rimotivare in forma personale e profonda la propria fede in Gesù Cristo rivelatore del Padre e dello Spirito;

– educare alla sintesi concreta tra fede e vita;

– educare alla missionarietà e al servizio;

– curare l’inserimento e la partecipazione nella vita della comunità;

– abilitare a leggere i segni dell’azione dello Spirito nella Chiesa e nel mondo.

11 – I testi base di questo programma sono – accanto alla Bibbia, in particolare i Vangeli e gli Atti degli Apostoli – i Catechismi della CEI. Per la preparazione alla Cresima: “Vi ho chiamato amici” come base portante della catechesi dai 10 ai 13-14 anni circa; “Sarete miei testimoni”, per l’anno della Cresima; “Io ho scelto voi” nell’adolescenza.

I testi vanno concretamente utilizzati pur con la necessaria creatività didattica. Non è sufficiente parlare dell’esperienza o di temi interessanti per i ragazzi, occorre dare spessore teologico e contenutistico alla catechesi, comprese le formule di fede previste. Non manchi inoltre una esplicita educazione alle varie forme di preghiera della Chiesa, con attenzione alle concrete esigenze dei ragazzi.

Parola di Dio, catechesi, liturgia e vita devono interagire, insieme a un’animazione creativa e costantemente rinnovata.

12 – Occorre definire bene le tappe del cammino che scandiscono l’ampio periodo stabilito dal Sinodo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e ragazzi:

* 6-8 anni circa: la scoperta-incontro con la comunità cristiana da parte dei fanciulli e della famiglia, con iniziative catechistiche e celebrative a ritmo quindicinale.

* 8-10 anni circa: la sequela di Cristo nella comunità con la catechesi e momenti liturgici che culminano con la celebrazione del sacramento della Riconciliazione (primo anno) e dell’Eucaristia (secondo anno).

* 10-13/14 anni circa: è l’itinerario crismale, il primo anno di mistagogia sui sacramenti della Eucaristia e della Riconciliazione (approfondimento sull’esperienza viva del mistero celebrato e vissuto nella comunità) e gli altri due di preparazione alla Cresima. La catechesi comprenda momenti di esperienza liturgica, di servizio e di missione.

* 14-16 anni circa: si avviano diversificati itinerari di fede e di esperienza cristiana rivolti ai ragazzi e a sfondo vocazionale, ministeriale e missionario.

Per impostare bene questo piano globale è necessario riferirsi al testo base della Iniziazione cristiana degli adulti (RICA) che rappresenta “la forma tipica per la formazione cristiana”, compresi gli itinerari di fede per i fanciulli e ragazzi che si preparano alla celebrazione dei sacramenti dell’Eucaristia e della Cresima.(v. Introduzione al RICA, n. 2).

In particolare per l’itinerario di immediata preparazione ai sacramenti (l’ultima Quaresima prima della celebrazione della Messa di prima Comunione e di quella della Cresima) si farà in modo che le traditio e redditio, gli scrutini e i segni che scandiscono il cammino di iniziazione risultino opportunamente adattati alle esigenze dei fanciulli e dei ragazzi.

13 – Per giovani e adulti che chiedono la Cresima, il Sinodo prescrive un anno pastorale di immediata preparazione.

La prefettura perciò stabilisca una serie di itinerari da svolgersi in parrocchie diverse, con tempi e orari differenziati, in modo da venire incontro alle esigenze dei richiedenti.

Quanto alla Cresima richiesta in vista del Matrimonio, la preparazione si faccia per tempo e in modo conveniente, distinguendo questo itinerario da quello di preparazione al Matrimonio nel tempo e nel programma specifico.

L’itinerario sia seguito da équipes di catechisti preparate allo scopo e che abbiano una buona conoscenza dei catechismi della CEI (quello dei giovani e quello degli adulti) e del Catechismo della Chiesa cattolica.

La Diocesi si impegnerà in una verifica sui contenuti dell’itinerario e sulla sua metodologia insieme con questi catechisti. Quanto alla celebrazione della Cresima per giovani e adulti, si punti a una celebrazione svolta a livello di prefettura o interparrocchiale, in tempi stabiliti d’intesa con il Vescovo Ausiliare, evitando per quanto possibile celebrazioni anonime fuori della propria comunità.

Suggerimenti pastorali
14 – E’ bene dare significatività alla presentazione dei cresimandi alla comunità (iscrizione al cammino), arricchire il cammino catechetico con soste di spiritualità e momenti forti di aggregazione e d’incontro. La partecipazione e l’animazione della Messa domenicale, la valorizzazione del sacramento della riconciliazione e la direzione spirituale siano mete qualificanti della preparazione alla Cresima, senza trascurare il coinvolgimento nelle attività della parrocchia e l’apertura alla missio ad gentes.

L’itinerario di preparazione alla Cresima deve sempre più orientarsi alla continuità anche attraverso animatori che si affianchino al catechista (in modo da costituire un’équipe), e propongano iniziative di conoscenza-incontro con la comunità parrocchiale: le sue molteplici vocazioni e i ministeri che ne arricchiscono la vita, le varie realtà che la compongono, in particolare, gli altri gruppi di adolescenti e giovani che hanno già fatto la Cresima.

All’inizio dell’anno i catechisti, i genitori (alcuni almeno), i sacerdoti che seguono i ragazzi della Cresima, gli animatori dei gruppi giovanili, gli insegnanti di religione delle scuole frequentate dai ragazzi si incontrino per una comune programmazione che dia continuità alla formazione.

15 – Particolarmente importante è il diretto e responsabile coinvolgimento dei genitori, con appositi incontri durante gli anni di catechesi. La famiglia rappresenta sempre il primo e indispensabile ambiente educante alla fede e alla testimonianza cristiana, anche per i ragazzi. Occorre pertanto favorire il dialogo e l’incontro tra figli e genitori e la formazione di questi ultimi perché si sentano veri catechisti educatori dei loro figli, aperti all’ascolto e al confronto con le loro novità di vita e consapevoli dei problemi di fede legati alla loro specifica età.

16 – Anche il docente di religione che segue i ragazzi nella scuola è chiamato a stabilire un constante dialogo e intesa con i catechisti della parrocchia, per verificare insieme possibili progetti comuni e interscambio di esperienze e di attività a servizio della piena maturità umana, culturale e cristiana dei ragazzi.

17 – Il catechista svolga una catechesi in stile di animazione, una catechesi viva, ricca di esperienze e di iniziative sul piano della operatività e dell’impegno. Per favorire incontri tra i gruppi di ragazzi, per far amare la preparazione e la partecipazione alla Liturgia, per far vivere ai ragazzi momenti significativi della vita ecclesiale con attiva partecipazione è determinante che i catechisti programmino insieme e verifichino insieme.

Devono perciò incontrarsi regolarmente a lavorare in piena sintonia tra loro e con i catechisti degli adolescenti e dei giovani, per creare familiarità e per sviluppare un legame di amicizia tra i ragazzi cresimandi e i vari gruppi che operano in parrocchia.

18 –  Festa dei cresimandi: si potrà realizzare un incontro dei diversi gruppi di ragazzi delle parrocchie della prefettura, per un momento di festa, di conoscenza e di formazione preparato creativamente dai catechisti, coinvolgendo gli stessi ragazzi. Si invitino e preparino i ragazzi a partecipare alla Festa diocesana dei cresimandi per consolidare il senso di appartenenza alla Diocesi. La presenza del Cardinale e dei Vescovi, offre l’opportunità di sottolineare come

la Cresima unisce più strettamente alla Chiesa che è realtà più vasta della propria parrocchia e apre all’impegno di comunione e di missione con altre comunità parrocchiali e con l’intera comunità diocesana.

Celebrazione del sacramento della Cresima

19 – Il sacramento della Cresima nella nostra Diocesi viene celebrato in situazioni e contesti spesso molto diversi tra loro. E’ necessario che si superi la frammentazione al riguardo e si giunga a definire alcune tipologie cui attenersi.

Quattro sono le celebrazioni possibili della Cresima:

– la celebrazione in una comunità parrocchiale, per i ragazzi che hanno vissuto le diverse tappe del cammino catechistico;

– la celebrazione nelle Basiliche con previa preparazione nella propria parrocchia;

– la celebrazione della Cresima per i giovani/adulti;

– la celebrazione della Cresima insieme a quella del Battesimo e dell’Eucarestia per ragazzi (dopo i 14 anni), giovani e adulti non battezzati, che al termine del catecumenato ricevono i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Le indicazioni e le norme che seguono vanno pertanto attuate secondo le esigenze e il carattere della particolare situazione celebrativa.

20 – La celebrazione va curata bene, con sobrietà e decoro liturgico.

Possiamo distinguere tra una preparazione remota ed una prossima rispetto alla celebrazione del sacramento.

a) Riguardo alla preparazione remota si può prevedere:

un incontro con il Vescovo, ministro del sacramento, durante l’iter catechetico.

“Ministro originario della Confermazione è il vescovo. È lui che normalmente conferisce il sacramento, perché più chiaro ne risulti il riferimento alla prima effusione dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. Furono infatti gli Apostoli stessi che, dopo essere stati ripieni di Spirito Santo, lo trasmisero ai fedeli per mezzo dell’imposizione delle mani. Il fatto di ricevere lo Spirito Santo attraverso il ministero del vescovo dimostra il più stretto legame che unisce i cresimati alla Chiesa, e il mandato di dare tra gli uomini testimonianza a Cristo” (Rito della Confermazione, 7).

b) La presentazione dei cresimandi alla comunità parrocchiale per poterla coinvolgere sempre più attivamente nell’accompagnamento dei candidati e nella celebrazione del sacramento attraverso la preghiera e la testimonianza.

“Spetta al popolo di Dio, ed è suo grande impegno, preparare i battezzati a ricevere il sacramento della Confermazione. I pastori poi devono procurare che tutti i battezzati giungano alla completa iniziazione cristiana e vengano perciò preparati con ogni diligenza alla Confermazione.” (Rito della Confermazione, 3).

c) Si preveda in tempo utile una giornata di ritiro spirituale per aiutare i cresimandi, attraverso i testi della celebrazione e un clima adatto di raccoglimento, a prendere coscienza del dono che stanno per ricevere. L’incontro potrà anche servire ai ragazzi per definire, insieme ai giovani della parrocchia o ai loro animatori, il proseguimento del cammino di catechesi e di esperienza cristiana in parrocchia.

La preparazione prossima alla celebrazione preveda i seguenti elementi:

a) il coinvolgimento della particolare assemblea che si raccoglie per l’occasione. Considerate le innumerevoli difficoltà a riguardo, si può programmare un incontro con i genitori e i padrini che tenda innanzitutto ad esplicitare quale è il ruolo e il senso della loro presenza alla celebrazione e in secondo luogo a concordare uno stile comune adeguato per quegli aspetti concreti che solitamente sono motivo di disagio e di distrazione, quali una presenza invadente di fotografi e cineoperatori, le eccessive manifestazioni di sfarzo nel modo di vestire e gli abbigliamenti non convenienti.

Si limitino fotografie e riprese cinematografiche. L’eventuale fotografo unico sia adeguatamente istruito su quando deve fare le fotografie (all’ingresso, durante la cresima e alla fine). Va escluso che si facciano fotografie durante la liturgia della Parola e quella eucaristica.

b) Un tempo sufficiente dedicato alla programmazione di ciascun momento della celebrazione, possibilmente condiviso con tutti coloro che in essa avranno un servizio o un ministero.

c) Il coinvolgimento dei cresimandi nella preparazione immediata, per la cura e la predisposizione di un ambiente sobrio e accogliente o la preparazione di altri elementi che, seppur marginali, aiutino i ragazzi a prendere consapevolezza del ruolo di centralità che hanno nella celebrazione.

21 – Circa la celebrazione si faccia attenzione a non sovraccaricare la liturgia di azioni o gesti poco confacenti alla serietà e limpidezza del rito.

Tenuto conto di quanto già previsto dal Messale e dal Pontificale, si richiama l’attenzione su alcuni punti in particolare:

a) il clima di festa come espressione di una comunità che vive la gioia della fede nel Risorto dovrebbe caratterizzare tutta la celebrazione. E’ bene essere consapevoli che si tratta di una occasione preziosa di testimonianza ed evangelizzazione per la comunità.

“È bene dare all’azione sacra un carattere festivo e solenne, come lo esige l’importanza del suo significato per

la Chiesa locale: a questo carattere di solennità contribuirà specialmente una celebrazione comune per tutti i cresimandi. E il popolo di Dio, rappresentato dalle famiglie e dagli amici dei cresimandi e dai membri della comunità locale, non solo accoglierà l’invito a partecipare alla celebrazione, ma darà prova concreta della sua fede, dimostrando quali frutti abbia prodotto in esso lo Spirito Santo” (Rito della Confermazione, 4).

b) La cura dei canti e la predisposizione dei sussidi necessari perché tutta l’assemblea possa essere coinvolta, almeno in alcuni momenti, sono di vitale importanza. In particolare per la scelta dei canti è bene tenere conto dei riferimenti biblici già presenti nelle antifone di ingresso e di comunione previste per

la Messa della Cresima, come anche dei salmi e delle letture proprie per la solennità della Pentecoste. Si può inoltre tenere presente la possibilità, prevista dal Rito, di concludere la rinnovazione delle promesse battesimali con un canto adatto attraverso cui l’assemblea ad una sola voce proclama la sua fede. I canti non si sovrappongano al rito allungandolo a dismisura.

c) La proclamazione della Parola di Dio sia particolarmente preparata e curata. Si eviti l’improvvisazione o il coinvolgimento di persone che abitualmente non svolgono questo ministero. Tuttavia non è da escludere lo svolgimento di questo servizio da parte di un rappresentante dei catechisti, dei genitori e dei padrini.

“Grande importanza si deve dare alla celebrazione della Parola di Dio, dalla quale ha inizio il rito della Confermazione. Proviene infatti dall’ascolto della Parola di Dio l’azione multiforme dello Spirito Santo nella Chiesa e in ogni battezzato o cresimato, e proprio per essa si manifesta nella vita cristiana la volontà del Signore” (Rito della Confermazione, 13).

Le letture siano quelle della Domenica (quando si celebra il Sabato sera o la Domenica stessa), salvo la seconda presa dal Lezionario sulla Cresima.

d) La presentazione dei candidati subito dopo la proclamazione del Vangelo può essere opportunamente pensata come espressione delle diverse realtà ecclesiali che hanno accompagnato e sostenuto i cresimandi nella loro preparazione. Si può ad esempio pensare ad una presentazione a più voci fatta da un genitore, da un catechista e poi conclusa dal parroco, mantenendo però in ogni caso una opportuna sobrietà e concisione. E’ bene ricordare che durante la celebrazione sono i ragazzi che devono pronunciare il loro nome davanti al vescovo.

e) Nella celebrazione, già ricca di contenuto per il riferimento ai tre sacramenti dell’iniziazione cristiana, si eviti l’aggiunta di ulteriori gesti ed elementi che costituirebbero un appesantimento o sarebbero motivo di confusione e di disagio. Una particolare attenzione a riguardo si deve avere per la processione offertoriale. E’ bene che anche questo momento sia pensato secondo la sobrietà tipica della liturgia romana; si eviti pertanto la presentazione di simboli originali o stravaganti; i doni siano invece orientati all’Eucarestia e alla carità.

DISPOSIZIONI DIOCESANE COMUNI PER CAMMINARE INSIEME

La presente Nota pastorale è accompagnata dalle seguenti disposizioni, già formulate nel Libro del Sinodo, a cui si atterranno le parrocchie ed ogni altra realtà ecclesiale della Diocesi:

1/ l’unità dei tre sacramenti dell’iniziazione cristiana comporta, anche sotto il profilo dell’età, uno stretto legame tra l’Eucaristia e la Cresima, di modo che la preparazione alla loro celebrazione, collocata dentro un cammino di catechesi permanente, avvenga in modo continuato e conseguente.

Pertanto si prescrive che la catechesi di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi si avvii nell’arco di età dai 6 agli 8 anni (vedi n.11), la preparazione alla Messa di prima Comunione si svolga nell’arco di età dagli 8 ai 10 anni e il sacramento sia celebrato dopo due anni pastorali di preparazione immediata. A tale itinerario si unisca immediatamente quello della Cresima che si svolgerà tra i 10 e i 13/14 anni, con un primo anno di “mistagogia” dei sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione (approfondimento dell’esperienza viva del mistero celebrato nella comunità), ed altri due di preparazione diretta alla Cresima. La celebrazione del sacramento potrà anche essere posticipata ai mesi autunnali dell’anno pastorale successivo.

La frequenza al catechismo della Cresima sia di norma una volta alla settimana, accompagnata via via da altre iniziative di animazione e di gruppo. Si curi in particolare la partecipazione dei ragazzi alla Messa domenicale, rimotivandola a partire anche da un attivo coinvolgimento dei ragazzi nella celebrazione e da ritiri spirituali.

Anche la celebrazione del sacramento della Penitenza abbia in parrocchia un suo tempo e luogo prestabilito per i ragazzi e si avvalga di esperienze celebrative comunitarie di gruppo.

La parrocchia si preoccuperà inoltre di attivare la catechesi negli anni precedenti il biennio di immediata preparazione alla Messa di prima Comunione, con iniziative apposite, rivolte ai fanciulli e alle loro famiglie. Negli anni successivi alla Cresima si favorisca la continuità anche attraverso la diversificazione di proposte educative rivolte agli adolescenti.

Le parrocchie che da tempo hanno impostato la pastorale sacramentale in modo diverso ridefiniscano, nell’arco di alcuni anni, il loro programma secondo le disposizioni diocesane e in ogni caso, qualora, a norma del Sinodo, d’intesa con il Vescovo Ausiliare, mantengano itinerari pre-crismali nell’età adolescenziale, offrano alle famiglie che lo desiderano la concreta possibilità di usufruire anche dell’itinerario comune prescritto dalla Diocesi.

2/ L’itinerario di Iniziazione Cristiana deve avvenire ordinariamente nella comunità parrocchiale di appartenenza del fanciullo e del ragazzo, salvo casi particolari in cui la famiglia e i ragazzi stessi siano stabilmente inseriti e partecipi di un’altra comunità parrocchiale: in tale caso i rispettivi parroci cureranno una doverosa informazione reciproca senza richiedere alcun “nulla osta” previo. Si venga comunque incontro il più possibile alle necessità e richieste oggettivamente valide delle famiglie, in particolare per gli orari, i giorni del catechismo e ogni altra esigenza derivante dalle condizioni di lavoro o di abitazione.

3/ Le scuole cattoliche, i Centri educativi riconosciuti dalla Diocesi, le associazioni e movimenti ecclesiali assicurino la partecipazione dei fanciulli e dei ragazzi agli itinerari di catechesi e di iniziazione sacramentale predisposti dalle comunità parrocchiali. Qualora ci fossero casi particolari di supplenza, siano riconosciuti e approvati dal Vescovo Ausiliare e concordati con le parrocchie dei ragazzi interessati. In tali casi si osservino comunque le disposizioni comuni stabilite dalla Diocesi nella presente Nota pastorale.

Anche per la preparazione e celebrazione della Cresima in età giovanile, le scuole cattoliche mantengano questa regola di indirizzare alle rispettive parrocchie, a meno che, valutati i singoli casi, d’intesa con i rispettivi parroci, non si ritenga più opportuno svolgere la preparazione nel tempo extrascolastico. Anche in tali casi tuttavia si cerchi di collegare i giovani a movimenti ecclesiali e specifici gruppi o realtà giovanili delle parrocchie, in modo da offrire loro la possibilità concreta di continuare il cammino di fede iniziato in una comunità.

4/ Circa i padrini o le madrine: ci si attenga ai requisiti stabiliti dal Codice di Diritto canonico (Cfr. Can 874), in particolare all’esigenza che il padrino conduca una vita conforme alla fede e all’incarico che assume. Si esortino per tempo i genitori a scegliere padrini idonei (possibilmente lo stesso padrino del Battesimo) e si verifichi la loro preparazione con un apposito incontro previo alla celebrazione, in cui sia loro spiegato il senso del loro compito. Non possono fare da padrini coloro che non hanno ricevuto

la Cresima. Lo possono fare i catechisti o altri educatori. Può anche darsi il caso che siano i genitori stessi a presentare i loro figli (Rito della Confermazione, n. 5).

5/ Per la celebrazione della Cresima nelle Basiliche è necessario che da parte dei responsabili delle stesse si accerti, prima di fissare la data della celebrazione e di accettare i ragazzi, i giovani o gli adulti, la loro necessaria e prescritta preparazione, richiedendo alla parrocchia l’apposito nulla osta.

6/ Per la Cresima dei giovani e degli adulti.

Si distingua la preparazione alla Cresima dei giovani e degli adulti da quella al matrimonio.

Ogni anno, secondo le esigenze locali, le parrocchie della Prefettura attivino, in modo coordinato, itinerari di preparazione al sacramento della Cresima di durata annuale (anno pastorale) e con taglio catecumenale. (vedi Nota n. 3 della CEI)

La celebrazione sia stabilita d’intesa con il Vescovo Ausiliare.

7/ Nella preparazione e celebrazione della Cresima dei ragazzi portatori di handicap si favorisca ove è possibile il loro inserimento negli itinerari comuni, venendo comunque incontro alle richieste delle famiglie che chiedono specifici cammini e congrue celebrazioni.

8/ Particolare cura si abbia nella scelta dei catechisti: di profonda spiritualità, qualificata formazione biblica e teologica, capacità di comunicazione e comunione, senso di appartenenza alla Chiesa.

9/ La celebrazione del sacramento della Cresima rientra nei compiti e nelle responsabilità del Cardinale Vicario, del Vicegerente e dei Vescovi Ausiliari. Pertanto, qualora non sia possibile usufruire della loro accertata disponibilità, si potrà ricorrere al servizio di altri Vescovi dandone previa comunicazione al proprio Vescovo Ausiliare.

10/ La celebrazione del sacramento della Cresima sia svolta nel suo momento più appropriato, durante i tempi liturgici di Pasqua e Pentecoste.

RIFERIMENTI

S.C., Sacrosanctum Concilium, 71

CCC, Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1212, 1285-1314

CIC, Codice di Diritto Canonico, can. 890

RICA, Rito della Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA)

Rito della Confermazione

Conferenza Episcopale Italiana, Eucaristia, comunione e comunità

CdA, Catechismo degli adulti, La verità vi farà liberi, nn. 664-666, 668, 669, 679, 680, 684

CEI, L’iniziazione cristiana, 3. orientamenti per il risveglio della fede e il completamento dell’iniziazione cristiana in età adulta