Antologia di testi per l’incontro sul vangelo di Marco nella basilica di San Marco evangelista in Campidoglio

Testi degli incontri precedenti


Saranno disponibili sul sito dell’Ufficio catechistico www.ucroma.it  fra una settimana

Saranno disponibili anche sul sito www.gliscritti.it

Cronologia

-dinastia giulio-claudia

Ottaviano Augusto (29 a.C.-14 d.C.)

Tiberio (14-37 d.C.)

Caligola (37-41 d.C.)

Claudio (41-54 d.C.)

Nerone (54-68 d.C.)

-storici sul cristianesimo a Roma

1/ 49 d.C. Claudio caccia i giudei da Roma, impulsore Chresto

2/ invio della lettera ai Romani fra il 57 ed il 58 d.C.

3/ finale degli Atti (At28): Paolo e l’autore degli Atti (Luca) arrivano a Roma tra il 59 ed il 60 d.C.

4/ prima persecuzione dei cristiani ad opera dell’imperatore: Nerone a Roma nel 64 d.C. uccide i protomartiri (primi martiri) romani insieme a Pietro e Paolo (?)

5/ nell’anno 70 i romani prendono Gerusalemme (Mc prima di questa data)

Marco e Pietro (l’origine apostolica dei vangeli)

-costante, nella tradizione antica, la connessione di Mc con Pietro

-Marco (Giovanni /Marco): At 12,12; 12, 25; 13,4; 13, 13; 15, 37; 15, 39; Col 4,10; Fm 24; 2Tm 4,11; 1Pt 5, 13)

-Roma e Alessandria

-i destinatari del vangelo sono certamente pagani: cfr. Mc7,3-4:

I farisei, infatti, e tutti i giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame

latinismi comuni agli altri vangeli:

denarion, modios, kensos, krabbatos, legion, phragelloun

latinismi propri:

xestes (boccale) 7,4, spekoulator (guardia) 6,27, kodrantes (quadrante, spicciolo) 12, 42, hikanon poiein (dare soddisfazione alla folla) 15,15, kentyrion 15,39.44-45, praitorion 15,16

-fra il 62 ed il 70 d.C.

non c’è nessun accenno esplicito alla distruzione di Gerusalemme, quando Gesù dice “non resterà qui pietra su pietra che non sia distrutta  (cfr. Mc 13)

-l’ipotesi non accreditata di un frammento di Mc a Qumran (O’Callaghan)

-Dei Verbum 18-19:

l’origine apostolica dei vangeli

i tre stadi della formazione dei vangeli e l’affermazione “senza alcuna esitazione della loro storicità”

Il vangelo di Mc: traccia della riflessione

-il vangelo che è Gesù Cristo (Mc 1, 1); genitivo epesegetico, non soggettivo o oggettivo

Marco inventore del genere letterario “vangelo”

-i due fili conduttori del vangelo: l’identità del Cristo ed il discepolato

-Gesù vero uomo

Gesù Messia, Figlio dell’uomo, Figlio di Dio

-“chi sei”; “come si diventa discepoli?”

-la passione, il fallimento della sequela

-la resurrezione e la sequela possibile

Antologia di testi

Dalla Dei Verbum 18-19

18. A nessuno sfugge che tra tutte le Scritture, anche quelle del Nuovo Testamento, i Vangeli possiedono una superiorità meritata, in quanto costituiscono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato, nostro Salvatore. La Chiesa ha sempre e in ogni luogo ritenuto e ritiene che i quattro Vangeli sono di origine apostolica. Infatti, ciò che gli apostoli per mandato di Cristo predicarono, in seguito, per ispirazione dello Spirito Santo, fu dagli stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in scritti che sono il fondamento della fede, cioè l’Evangelo quadriforme secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

19. La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e con la più grande costanza che i quattro suindicati Vangeli, di cui afferma senza esitazione la storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo (cfr At 1,1-2). Gli apostoli poi, dopo l’Ascensione del Signore, trasmisero ai loro ascoltatori ciò che egli aveva detto e fatto, con quella più completa intelligenza delle cose, di cui essi, ammaestrati dagli eventi gloriosi di Cristo e illuminati dallo Spirito di verità, godevano. E gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte che erano tramandate a voce o già per iscritto, redigendo un riassunto di altre, o spiegandole con riguardo alla situazione delle Chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù cose vere e sincere. Essi infatti, attingendo sia ai propri ricordi sia alla testimonianza di coloro i quali «fin dal principio furono testimoni oculari e ministri della parola», scrissero con l’intenzione di farci conoscere la «verità» (cfr. Lc 1,2-4) degli insegnamenti che abbiamo ricevuto.

Da Gesù di Nazaret di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, pp.60-70

Di recente la parola «vangelo» è stata tradotta con l’espressione «buona novella». Suona bene, ma resta molto al di sotto dell’ordine di grandezza inteso dalla parola «vangelo». Questa parola appartiene al linguaggio degli imperatori romani che si consideravano signori del mondo, suoi salvatori e redentori. I proclami provenienti dall’imperatore si chiamavano «vangeli», indipendentemente dalla questione se il loro contenuto fosse particolarmente lieto e piacevole. Ciò che viene dall’imperatore – era l’idea soggiacente – è messaggio salvifico, non è semplicemente notizia, ma trasformazione del mondo verso il bene.

Se gli evangelisti riprendono questa parola, tanto che a partire da quel momento diventa il termine per definire il genere dei loro scritti, è perché vogliono dire: quello che gli imperatori, che si fanno passare per dèi, pretendono a torto, qui accade veramente: un messaggio autorevole, che non è solo parola, ma realtà. Nell’odierno vocabolario proprio della teoria del linguaggio si direbbe: il Vangelo è discorso non solo informativo, ma operativo, non è solo comunicazione, ma azione, forza efficace, che entra nel mondo salvandolo e trasformandolo. Marco parla del «Vangelo di Dio»: non sono gli imperatori che possono salvare il mondo, bensì Dio. E qui si manifesta la parola di Dio che è parola efficace; qui accade davvero ciò che gli imperatori solo pretendono, senza poterlo adempiere. Perché qui entra in azione il vero Signore del mondo: il Dio vivente.

Per continuare… su www.gliscritti.it , nella sezione Approfondimenti

-I simboli dei 4 evangelisti,

del prof.Giancarlo Biguzzi

Il cammino di Gesù nel vangelo di Marco, Una introduzione al suo vangelo,

di mons.Gildo Manicardi

Una introduzione alla lettura continua del vangelo di Marco,

di d.Andrea Lonardo